lunedì 4 febbraio 2008

Parlare di reputazione




Chi sa come nasce una reputazione diffiderà persino della reputazione di cui gode la virtù.

(F. Nietzsche)

Una brava ragazza, un soggetto da evitare, un uomo di un certo spessore, una ‘poco di buono’. Come mi vedo? Come mi vedono gli altri? Come vedo che mi vedono gli altri? Il sottile e intricato gioco della reputazione si snoda tra questi interrogativi, investe le nostre pratiche e ne diventa la marca, il sigillo. Le nostre interazioni scorrono su un binario fatto delle tracce della nostra condotta passata ma soprattutto delle tracce dell’opinione degli altri circa le nostre azioni. Definire la reputazione non è semplice. È il valore informazionale delle nostre azioni. È un meccanismo psicologico di attribuzione di intenzioni. È uno strumento valutativo che si nutre delle interazioni passate proiettandosi sul futuro. È uno scorciatoia sociale e cognitiva che ci consente di configurare lo spazio in termini di ruoli, posizioni, caratteri e tipi umani. È un criterio razionale di filtraggio delle informazioni, un setaccio della pertinenza del sapere. È una condizione preliminare all’acquisizione e valutazione di ogni corpus di conoscenze. È un affidabile strumento sociale dal carattere predittivo. È parte costitutiva della nostra identità e fattore importante nella definizione di questa. Tutto questo è reputazione.


La nozione di reputazione percorre molti ambiti di studio: dalla Teoria della Scelta Razionale alla sociologia, dall’epistemologia alla psicologia sociale, dalla letteratura all’economia. Essa attraversa tutte (ed altre) queste discipline senza tuttavia esaurirsi in nessuna di esse. Questo Blog non ha come obiettivo quello di compendiare la nozione di reputazione, non si cercherà di incasellarla in una disciplina né di ridurne la complessità. Il Blog sarà piuttosto dedicato ad alcuni casi di reputazione e in particolar modo alla reputazione sul web, sulla scienza e sulla scienza nel e del web. Internet sembra innanzitutto mostrarci che il venir meno delle relazioni vis-à-vis contribuisce allo sviluppo di dispositivi reputazionali. Se non posso vedere l’altro, tenerlo sotto controllo, avere la possibilità diretta di verificarne le credenziali, diventa fondamentale creare sistemi e tecniche che consentano di gestire l’immagine sociale dei web-utenti. L’obiettivo di creare condizioni di fiducia nel web passa necessariamente attraverso la definizione di dispositivi reputazionali spontanei o strutturati.


Internet ci offre l’occasione di riflettere sul ruolo della reputazione, fa emergere le sue proprietà e suggerisce, in quanto luogo importante della nostra contemporanea socialità e conoscenza, nuovi modi di intendere la reputazione e nuove prospettive. Questa apertura al nuovo investe anche il nostro modo di concepire la scienza, la nostra definizione di ‘esperto’ e le nostre idee sulla gestione del sapere. Interrogarsi sulla democrazia della conoscenza, sulla qualità del sapere, sulle modalità di fruizione delle pubblicazioni scientifiche comporta anche focalizzare l’attenzione sulle risorse del web e sulla necessità di rinnovare il solido, a volte monolitico, edificio della scienza.
In questo Blog cercherò quindi di descrivere alcuni ‘luoghi’ della reputazione e cercherò anche di immaginarne altri. Il web sarà il ‘luogo’ privilegiato per pensare, progettare e discutere di reputazione.

1 commento:

David Morata ha detto...


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